L’eccezionale ondata di calore che sta investendo il continente europeo ha raggiunto la sua fase più acuta, polverizzando i primati termici stagionali e paralizzando le infrastrutture chiave. Nel Regno Unito le previsioni indicano picchi inediti fino a 39 gradi, una condizione estrema che ha spinto le autorità a prolungare l’allerta rossa su Londra e sull’Inghilterra meridionale. La capitale britannica si è fermata per via della serrata precauzionale di uffici e istituti scolastici, mentre la società ferroviaria Network Rail ha imposto severi limiti di velocità ai convogli per scongiurare il rischio di deformazione delle rotaie e potenziali deragliamenti, raccomandando ai cittadini di mettersi in viaggio solo in caso di assoluta necessità.
In Francia lo scenario non è meno critico sul fronte scolastico e della sicurezza pubblica, nonostante l’esecutivo ostenti sicurezza sulla tenuta strutturale dei servizi essenziali. Il Ministro dell’Istruzione, Edouard Geffray, ha annunciato il rinvio di oltre diecimila prove degli esami di maturità e la rimodulazione degli orari o la chiusura per circa 6.000 istituti, nel tentativo di aggirare l’afa asfissiante delle ore pomeridiane. La portavoce del governo, Maud Bregeon, ha rassicurato la nazione escludendo per il momento blackout o crisi nei pronto soccorso, ma l’allarme resta altissimo a causa di una tragica scia di incidenti acquatici: dal 18 giugno si registrano già 42 decessi per annegamento, legati a imprudenti tentativi di refrigerio in fiumi e piscine private, che nelle ultime ore sono costati la vita anche a un bambino di sei anni nella Gironda.
La morsa del termometro non concede tregua nemmeno all’Italia, dove la mappa del rischio tracciata dal Ministero della Salute continua a espandersi costantemente. I centri urbani contrassegnati dal bollino rosso passano dai 16 di oggi ai 17 della giornata di domani, coinvolgendo grandi metropoli del calibro di Roma, Milano, Torino, Venezia e Bologna. Per arginare gli effetti del torrido anticiclone, le amministrazioni locali hanno varato ordinanze speciali a tutela dei cantieri edili e delle categorie fragili, mentre la pressione sui presidi sanitari è già evidente, con un incremento del 15% degli accessi totali nei pronto soccorso della penisola per malori legati all’afa.








