Sicilia. Arrestato il sindaco di Spadafora Lillo Pistone per voto di scambio politico-mafioso

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Un pesante blitz antimafia ha scosso il comune tirrenico di Spadafora, nel Messinese, portando alla custodia cautelare ai domiciliari per il primo cittadino Letterio “Lillo” Pistone. L’inchiesta, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia, ipotizza i reati di scambio elettorale politico-mafioso e corruzione elettorale aggravata dal metodo mafioso. Insieme al sindaco, politicamente legato a Beppe Picciolo, i Carabinieri hanno arrestato due fratelli imprenditori ittici del luogo, Angelo e Benedetto Bonaffini, ritenuti vicini alla storica famiglia mafiosa dei “barcellonesi”. Secondo l’impianto accusatorio, i due avrebbero convogliato un consistente pacchetto di preferenze verso Pistone durante le comunali del giugno 2024, sfruttando la propria forza di intimidazione sul territorio.

Il patto criminale non si sarebbe esaurito con la vittoria elettorale, ma avrebbe garantito significativi ritorni economici ai presunti intermediari del clan. Gli investigatori ipotizzano che, una volta insediatosi a Palazzo di Città, il capo dell’amministrazione abbia pilotato una serie di delibere e favori burocratici su misura per i Bonaffini. Tra i provvedimenti contestati figurano l’assegnazione di parcheggi pubblici adiacenti a proprietà private, cospicui sgravi fiscali sulla tassazione municipale dell’Imu, corsie preferenziali per il disbrigo di pratiche edilizie e variazioni repentine delle destinazioni d’uso di alcuni immobili commerciali della zona.

L’indagine della Dda messinese ha fatto luce anche su un secondo filone di illegalità interna ai seggi che chiama in causa un’insegnante di cinquant’anni. La Procura contesta alla donna di aver operato illegalmente dentro una sezione durante le operazioni di spoglio, segnalando in tempo reale l’andamento del voto e modificando schede nulle o contestate per blindare l’elezione di Pistone. In cambio del servizio di alterazione delle preferenze, la docente avrebbe ottenuto dal Comune un incarico di collaborazione volontaria e l’inserimento agevolato di un parente stretto all’interno del servizio civile retribuito presso la Pro Loco locale.