Il Carroccio rompe gli indugi nel capoluogo lombardo e dà il via a una mobilitazione capillare per ridefinire gli equilibri interni alla coalizione di centrodestra. Ha preso il via a Milano la consultazione spontanea promossa dal partito guidato da Matteo Salvini, un’iniziativa destinata a proseguire per tutta la giornata di domenica 21 giugno attraverso decine di postazioni e gazebo allestiti nei quartieri strategici della città. L’esperimento politico toccherà snodi urbani cruciali come via Fauchè, via Osoppo, via Pascal, piazzale Martesana, via Domodossola, piazza Miani e via Forze Armate, trasformando le piazze milanesi in un laboratorio di ascolto e di posizionamento in vista delle prossime elezioni comunali.
La natura dell’operazione non prevede un accordo preventivo con i partner storici del centrodestra, configurandosi piuttosto come una mossa d’anticipo per pesare il gradimento della Lega sul territorio e presentarsi al tavolo nazionale con dati certi. Il voto si esprimerà su una scheda completamente bianca: i cittadini e i militanti potranno indicare liberamente il proprio candidato ideale e contestualmente segnalare i temi programmatici ritenuti prioritari per il futuro di Palazzo Marino. Sotto i riflettori ci sono soprattutto due figure di spicco della sezione locale: il segretario federale Matteo Salvini, sostenuto apertamente dal sottosegretario Alessandro Morelli, e l’eurodeputata Silvia Sardone, profilo di punta sui temi della sicurezza e del contrasto al degrado periferico.
Questa accelerazione della Lega giunge in un momento di evidente stallo politico e rischia di ridisegnare la strategia elettorale dell’intera alleanza. Se sul fronte del centrosinistra si registra ancora un diffuso silenzio sulle candidature, nell’area di centrodestra la dialettica tra Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia appare quanto mai accesa, al punto da far ipotizzare uno scenario inedito: una corsa frazionata al primo turno. I partiti potrebbero presentarsi alle urne con tre figure distinte — Salvini per il Carroccio, Carlo Cottarelli per l’area civica e moderata e Maurizio Lupi per i settori vicini a via della Scrofa — affidando così al voto popolare il ruolo di vere e proprie primarie di coalizione, pur con il rischio intrinseco di indebolire la corsa verso il ballottaggio.








