Carte d’Identità, dietrofront. Quelle cartacee restano valide fino alla scadenza naturale

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Il vertice governativo riunitosi a Palazzo Chigi ha ridisegnato le scadenze per i documenti di riconoscimento dei cittadini. Sotto la direzione del vice-premier Antonio Tajani e con il coordinamento del sottosegretario Alfredo Mantovano, l’esecutivo ha decretato che i vecchi modelli cartacei ancora in corso di validità non perderanno efficacia dopo il 3 agosto 2026, ma potranno essere regolarmente utilizzati fino al giorno della loro naturale scadenza. Il provvedimento specifica che l’utilizzo dei vecchi supporti sarà garantito per scopi precisi e nei rapporti con la macchina burocratica dello Stato, nonché con gli enti che gestiscono i servizi di pubblica utilità. Inoltre, per evitare blocchi logistici durante i tempi di attesa per il formato digitale, le amministrazioni comunali avranno la facoltà di emettere un certificato identificativo temporaneo.

Questo intervento normativo modifica radicalmente lo scenario precedentemente delineato dal Viminale, offrendo una proroga di fatto a chi non ha ancora effettuato il passaggio tecnologico. Viene infatti superato il dictat della circolare del Ministero dell’Interno dello scorso 3 febbraio, la quale aveva perentoriamente fissato la fine dell’estate come termine ultimo per il pensionamento definitivo del vecchio tesserino, a prescindere dalla data di scadenza impressa sul retro.

La decisione mira a semplificare la transizione verso il sistema elettronico ed evitare il sovraffollamento degli sportelli municipali. Chiunque possieda una carta vecchio stile in buono stato e non ancora scaduta potrà continuare a esibirla come prova della propria identità, senza l’ansia di una scadenza anticipata imposta per legge, garantendo così la continuità dei servizi e riducendo l’impatto burocratico sulle famiglie.