Maturità al via il 18 giugno, oltre 500mila studenti attesi per il debutto del nuovo esame

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Scatta il conto alla rovescia finale per oltre mezzo milione di diplomandi italiani, attesi sui banchi il prossimo 18 giugno alle 8:30 per il primo test scritto di italiano. L’anno scolastico corrente vede il coinvolgimento di 527.607 alunni, suddivisi tra la netta maggioranza di interni e poco più di 14mila privatisti, i quali saranno valutati da quasi 14mila commissioni d’esame. Sotto il profilo dei percorsi di studio, la fetta più grande è rappresentata dai liceali (oltre 273mila), seguiti dai frequentanti degli istituti tecnici (circa 167mila) e dai ragazzi dei professionali (oltre 86mila), tutti chiamati a inaugurare una formula di verifica profondamente rinnovata nell’impianto metodologico.

La nuova architettura dell’esame di Stato mira a pesare non solo le nozioni teoriche, ma il livello di consapevolezza civica, la padronanza degli strumenti digitali e le esperienze pratiche maturate nel corso del quinquennio, assegnando un valore strategico al Curriculum dello studente. Il debutto dello scritto inaugurale, identico su scala nazionale, metterà a disposizione una rosa di sette tracce tematiche per un massimo di sei ore di lavoro. Il giorno successivo si passerà alla seconda prova, incentrata sulle discipline caratterizzanti i singoli indirizzi, mentre per l’orale si dovrà attendere uno stacco di almeno 48 ore dalla conclusione dei test cartacei.

Il colloquio pluridisciplinare rappresenta la vera rivoluzione del provvedimento, introducendo la decadenza della vecchia strategia che permetteva a chi aveva accumulato sufficienti crediti di disertare l’orale: da oggi l’assenza ingiustificata o il rifiuto di sostenere l’interrogazione comporterà il fallimento dell’intero esame. Addio anche ai vecchi materiali a sorpresa proposti dalla commissione; il candidato aprirà l’orale con un’auto-presentazione sul proprio cammino formativo supportata dal dossier personale, per poi addentrarsi in un percorso d’esame focalizzato su quattro materie predeterminate dal Ministero, nell’esposizione delle attività di alternanza scuola-lavoro e in un focus finale dedicato all’Educazione Civica e ai principi costituzionali.