Il generale Roberto Vannacci assume formalmente la guida della sua nuova creatura politica, Futuro Nazionale. Il movimento, costituito legalmente all’inizio dell’anno, si presenta oggi con un assetto strutturato che vede l’eurodeputato al vertice con un mandato triennale da presidente, affiancato da un direttivo, una segreteria operativa e un’assise di 120 delegati nazionali pronti a coordinare i militanti in tutto il Paese. Il battesimo della neonata forza politica è andato in scena all’Auditorium della Conciliazione a Roma, a breve distanza dalle mura vaticane, trasformandosi immediatamente in un palcoscenico per un duro attacco frontale alle posizioni della politica tradizionale.
Davanti alla platea dei soci fondatori, il leader non ha evitato i temi più divisivi del dibattito pubblico, stroncando apertamente le attuali strategie di contrasto alla violenza di genere. Vannacci ha espresso una netta contrarietà verso la specificità del reato di femminicidio legalizzato di recente, bollando la fattispecie penale come un controsenso logico. Secondo la sua visione, questa classificazione non avrebbe alcuna ragione d’essere poiché un assassinio mantiene la medesima gravità indipendentemente dal sesso della vittima, rifiutando l’idea che l’identità di genere possa determinare una scala di gravità diversa per i delitti di sangue.






