Inchiesta Ponte sullo Stretto, si dimette l’ex magistrato contabile Tommaso Miele

Sharing is caring!

Il giurista Tommaso Miele, già ai vertici della Corte dei Conti e attualmente iscritto nel registro degli indagati per le vicende legate alla grande opera dello Stretto, ha rassegnato le proprie dimissioni. Come emerso dalle ricostruzioni della stampa nazionale, l’alto magistrato ricopriva il ruolo di controllore finanziario presso il Consiglio Superiore della Magistratura. Tale mandato, inizialmente assunto a costo zero per le casse pubbliche, aveva subito una variazione pochi mesi fa, quando l’organo di autogoverno dei giudici aveva deliberato un’indennità annuale lorda pari a 27mila euro.

Nel frattempo, le attività investigative si stanno concentrando sull’analisi dei dispositivi informatici requisiti e sulla fitta ragnatela di contatti creata dall’uomo d’affari Vincenzo Virgiglio insieme al legale Giacomo Francesco Saccomanno, figura di spicco della Lega calabrese ed ex membro del board della Stretto di Messina spa. L’attenzione degli inquirenti è focalizzata sulla gestione dell’appalto miliardario, con accertamenti mirati a ricostruire intrecci societari, sponde nel mondo politico e il ruolo di eventuali facilitatori. I verbali d’indagine ipotizzano che i vantaggi prospettati a Miele potessero provenire da ambienti terzi, utilizzando Virgiglio e Saccomanno come intermediari.

Il quadro giudiziario resta comunque in piena evoluzione e non si esaurisce nella Capitale. La Procura della Repubblica di Catanzaro sta infatti portando avanti ulteriori segmenti di indagine non confluiti nel fascicolo principale trasferito ai colleghi di Roma, segno che l’attività investigativa sul fronte calabrese promette nuovi sviluppi.