Vannacci attacca la riforma elettorale: “Nuova legge con reintroduzione delle preferenze”

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Nuovo affondo di Roberto Vannacci sul tema della riforma elettorale. Il presidente di Futuro Nazionale, intervenendo sui social, ha contestato l’impianto della proposta attualmente all’esame della Commissione Affari costituzionali della Camera, accusando i partiti di voler mantenere il controllo sulla selezione dei parlamentari.

Al centro delle critiche dell’ex generale c’è soprattutto l’assenza delle preferenze nel testo in discussione, considerate da Vannacci lo strumento essenziale per restituire agli elettori un ruolo diretto nella scelta dei propri rappresentanti.

“La sovranità appartiene ai cittadini e non agli apparati politici”, è il messaggio politico rilanciato dal leader di Futuro Nazionale, che ha annunciato battaglia parlamentare per chiedere la reintroduzione del voto di preferenza, sostenendo che il sistema attuale continui ad attribuire alle leadership dei partiti un peso decisivo nella composizione delle liste.

Nel mirino di Vannacci anche il centrodestra, accusato di essersi allontanato dalle promesse iniziali. Secondo il presidente del movimento, non sarebbe la sua presenza a indebolire l’area conservatrice, ma piuttosto una coalizione che, a suo dire, starebbe replicando dinamiche tipiche della sinistra, privilegiando accordi interni e logiche di vertice rispetto alla partecipazione popolare.

L’ex generale ha poi contestato il dibattito in corso sulla nuova legge elettorale, osservando come l’attenzione si stia concentrando su aspetti tecnici – dal premio di maggioranza all’ipotesi di ballottaggio, fino ai meccanismi di equilibrio tra Camera e Senato – lasciando però irrisolto il nodo della rappresentanza diretta.

Non è mancata una stoccata al centrosinistra e al Rosatellum, la legge elettorale attualmente in vigore. Vannacci ha ricordato che l’impianto senza preferenze porta la firma dell’ex deputato Ettore Rosato, sostenendo che proprio chi oggi critica il sistema avrebbe contribuito a costruirlo.

Per il leader di Futuro Nazionale, il tema resta uno: ridurre il peso delle segreterie di partito e riportare nelle mani degli elettori la scelta di chi debba sedere in Parlamento.