Un’investitura larga, quasi senza appello, accompagnata da una dichiarazione destinata a far discutere. Nel suo primo intervento pubblico dopo l’elezione, il nuovo sindaco di Enna, Mirello Crisafulli, ha scelto di presentarsi alla città con parole nette, definendosi “il primo sindaco comunista eletto” nel capoluogo ennese.
Una frase pronunciata dal palco dei festeggiamenti, tra applausi e le note di Bella Ciao, che assume anche il significato di una risposta politica a chi, durante la campagna elettorale, aveva messo in discussione la sua collocazione ideologica per via di alcune convergenze trasversali costruite attorno alla sua candidatura.
Il risultato delle urne, però, lascia pochi margini di interpretazione. Crisafulli supera la soglia del 60% dei consensi, archiviando una lunga rivincita personale e politica. Undici anni dopo la sconfitta al ballottaggio contro Maurizio Dipietro, oggi sindaco uscente al termine del secondo mandato, l’ex parlamentare conquista Palazzo di Città con un consenso ampio e strutturato.
Dietro di lui si fermano gli sfidanti: Ezio De Rose, sostenuto dal centrodestra, si attesta attorno al 30%, mentre Filippo Fiammetta, espressione dell’area civica e di Controcorrente, resta sotto la soglia del 5%.
La corsa di Crisafulli era diventata anche un caso interno al Partito Democratico. La scelta di sostenere la sua candidatura senza concedere ufficialmente il simbolo del partito aveva acceso tensioni e polemiche. Una difficoltà aggirata attraverso la lista civica “Enna Democratica”, che avrebbe raccolto circa il 27% delle preferenze, rappresentando uno dei pilastri del successo elettorale.
La coalizione costruita attorno al neo sindaco, composta da cinque liste, supera complessivamente il 57%, un dato che lascia intravedere numeri solidi per governare la città senza particolari fibrillazioni in Aula. Nella futura squadra di governo figurano anche nomi di peso dell’area democratica, come il deputato regionale Fabio Venezia e la parlamentare Stefania Marino, indicati tra i possibili assessori.
Per Enna si apre dunque una nuova fase politica, con un sindaco che rivendica apertamente la propria identità e che arriva alla guida della città forte di un consenso personale difficilmente contestabile.







