A dodici mesi dal voto politico, gli equilibri tra maggioranza e opposizione tornano a mostrarsi molto più incerti rispetto al recente passato. Le ultime rilevazioni di Demopolis – Barometro Politico fotografano un quadro quasi in perfetta parità: il fronte progressista composto da Pd, M5S, Avs, +Europa e Italia Viva raggiunge infatti quasi il 46% delle intenzioni di voto, mentre il centrodestra che sostiene il governo Meloni si attesta poco sopra il 45%, con uno scarto ormai ridotto al minimo.
Il recupero dell’opposizione sarebbe maturato negli ultimi mesi, complice anche il clima successivo alla stagione referendaria, riportando competitiva una partita che appariva nettamente orientata verso il centrodestra. A incidere sugli assetti della maggioranza c’è anche il peso delle forze esterne alla coalizione, in particolare Futuro Nazionale di Roberto Vannacci, stimato attorno al 3,6%, un consenso che secondo le analisi sottrarrebbe voti soprattutto all’area governativa. Più in difficoltà il centro moderato: Azione di Carlo Calenda resterebbe sotto la soglia del 3%, mettendo a rischio la rappresentanza parlamentare.
Nel campo progressista, però, resta aperto il tema della leadership. Oltre la metà degli elettori dell’area ritiene necessario scegliere il futuro candidato premier attraverso primarie aperte, mentre una parte significativa preferirebbe un accordo politico tra i partiti. In un confronto diretto tra Elly Schlein e Giuseppe Conte, la segretaria dem manterrebbe un vantaggio contenuto. Lo scenario cambierebbe però con l’ingresso della sindaca di Genova Silvia Salis, che sottrarrebbe consensi ai due leader principali e renderebbe ancora più fluida la corsa alla guida del centrosinistra.








