Consulta: pena sospesa nei casi meno gravi di reati sessuali con minori

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La Corte costituzionale ha stabilito che, nei procedimenti per atti sessuali con minorenne, quando venga riconosciuta l’attenuante della minore gravità, l’esecuzione della pena deve essere sospesa. In queste situazioni, il condannato potrà così presentare domanda per accedere ai benefici penitenziari, evitando nel frattempo l’ingresso immediato in carcere. Secondo la Consulta, questa impostazione consente alla magistratura di sorveglianza di effettuare una valutazione individuale del caso, senza che la libertà personale venga limitata in via automatica. L’obiettivo è garantire un equilibrio tra esigenze punitive e percorsi di recupero, nel rispetto dei principi costituzionali. La decisione arriva accogliendo i dubbi sollevati dal Tribunale di Catanzaro, che aveva messo in discussione la normativa alla luce degli articoli 3 e 27 della Costituzione, relativi rispettivamente al principio di uguaglianza e alla finalità rieducativa della pena.