Smart working, nuove regole e sanzioni per le imprese. Massima attenzione

Sharing is caring!

Entrano in vigore le nuove disposizioni sul lavoro agile, mentre il contesto internazionale — segnato dal conflitto con l’Iran e dai timori su energia e consumi — riporta al centro il tema dello smart working. La principale novità riguarda il rafforzamento del regime sanzionatorio: le aziende che non rispettano gli obblighi previsti potranno incorrere in multe fino a circa 7.500 euro, oltre a sanzioni più gravi in caso di violazioni sulla sicurezza. La misura è contenuta nella legge annuale sulle Pmi e punta a rendere più stringenti regole già esistenti.

Secondo i dati dell’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano, nel 2025 i lavoratori da remoto sono stati circa 3,6 milioni, in lieve aumento rispetto all’anno precedente. La crescita più marcata si registra nel settore pubblico, mentre nelle grandi imprese oltre la metà dei dipendenti utilizza modalità di lavoro agile. In controtendenza, invece, le piccole e medie imprese, dove lo smart working è in calo.

Tra gli adempimenti centrali c’è l’obbligo di fornire un’informativa scritta dettagliata a lavoratori e rappresentanti per la sicurezza, con indicazioni sui rischi connessi al lavoro da remoto: uso corretto di dispositivi digitali, condizioni dell’ambiente domestico e postura. La normativa non introduce nuovi obblighi sostanziali, ma rafforza quelli già previsti, rendendoli più vincolanti attraverso sanzioni più incisive, nel tentativo di consolidare un modello organizzativo ormai strutturale nel mercato del lavoro italiano.