Il prezzo del petrolio ancora su con un +3%, pesa ancora conflitto in Iran

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I mercati energetici accelerano mentre si avvicina la scadenza dell’ultimatum lanciato da Donald Trump all’Iran, con gli operatori che scontano il rischio di un’ulteriore escalation militare. Il greggio americano WTI registra un rialzo deciso, attestandosi attorno ai 115-116 dollari al barile, mentre il Brent resta più stabile ma comunque sopra la soglia dei 110 dollari, con incrementi più contenuti. A spingere i prezzi è soprattutto l’incertezza legata allo Stretto di Hormuz, snodo attraverso cui passa una quota rilevante del petrolio mondiale: eventuali interruzioni o restrizioni nei flussi alimentano timori di carenza di offerta e tensioni sui mercati globali. Il risultato è un quadro di forte volatilità, in cui anche le dichiarazioni politiche e gli sviluppi diplomatici incidono immediatamente sulle quotazioni, con il premio di rischio legato al conflitto che continua a sostenere il prezzo del greggio.