Il referendum sulla Giustizia non va interpretato come un banco di prova per l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni. Lo ha chiarito Arianna Meloni, responsabile della segreteria politica di Fratelli d’Italia, in un’intervista al Corriere della Sera, sottolineando che il vero giudizio sull’operato del governo arriverà con le elezioni politiche previste nel 2027.
Secondo Arianna Meloni, non esistono le condizioni per uno scioglimento anticipato delle Camere: la maggioranza, ha spiegato, continua a garantire un sostegno compatto e non si intravedono segnali di crisi tali da mettere in discussione la durata della legislatura.
Quanto all’esito del referendum, la dirigente di FdI minimizza il peso dei sondaggi, rimandando ogni valutazione alla volontà popolare che emergerà dalle urne. La consultazione, ha osservato, rappresenta una scelta sul futuro del sistema giudiziario: da un lato la possibilità di mantenerne l’assetto attuale, che negli ultimi anni avrebbe mostrato limiti e criticità; dall’altro l’opportunità di introdurre cambiamenti strutturali per rafforzarne credibilità ed efficienza.








