L’Assemblea regionale siciliana ha approvato un ordine del giorno presentato da Cateno De Luca che impegna la giunta Schifani a destinare i fondi originariamente stanziati per il Ponte sullo Stretto agli interventi per far fronte ai danni provocati dal ciclone Harry. L’atto, pur non vincolante, ha un forte significato politico e ha ricevuto il sostegno di almeno nove deputati della maggioranza, nonostante il parere contrario del governo, segnando un chiaro segnale nei confronti della Lega e del dibattito sulle priorità infrastrutturali regionali.
L’iniziativa dell’Ars punta a concentrare le risorse disponibili sulla sicurezza dei cittadini e sulla tutela del territorio, rimandando a opere considerate meno urgenti. L’ordine del giorno prevede anche una rimodulazione dei Fondi per lo sviluppo e la coesione, per oltre 5 miliardi, e stanzia i primi 41 milioni per l’emergenza, con misure specifiche come lo stop ai canoni per i balneari e la sospensione del pedaggio su alcuni tratti dell’A18. Secondo il capogruppo del Pd, Michele Catanzaro, si invia un messaggio chiaro al governo: per la Sicilia, il Ponte sullo Stretto non è una priorità.
Nel frattempo, però, si accende la polemica sulla gestione dei fondi e delle operazioni di coordinamento. Il governatore Schifani ha affidato il ruolo di coordinamento e impulso all’ex sottosegretaria Simona Vicari, già responsabile di incarichi su infrastrutture, energia e crisi idrica. Il capogruppo del M5S, Antonio De Luca, ha sollevato dubbi sull’opportunità di affidare un compito così delicato a una persona con pendenze giudiziarie, ricordando il processo in corso «Mare Monstrum».








