Sicilia. Galvagno: “Rimpasto di Giunta dopo tre anni cosa buona e giusta”

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Il problema non è tanto il voto segreto, che può essere abolito in nome di una maggiore trasparenza, quanto piuttosto il regolamento parlamentare, che oggi consente ai deputati di intervenire con dichiarazioni su ogni singola norma. A sostenerlo è il presidente dell’Assemblea regionale siciliana, Gaetano Galvagno, intervenuto a Catania durante l’incontro con i cronisti parlamentari in occasione della tradizionale cerimonia degli auguri di fine anno.

Secondo Galvagno, è necessario introdurre limiti più stringenti nel corso dell’iter legislativo. «A un certo punto della votazione di una legge non si dovrebbe più intervenire – ha spiegato – la dichiarazione di voto va fatta solo alla fine. Così com’è, il regolamento parlamentare è uno scempio e va modificato».

Il presidente dell’Ars ha richiamato in particolare quanto accaduto durante l’esame della manovra finanziaria, parlando di sedute caratterizzate da ore di interventi ritenuti inutili e strumentali. «Ci sono state sedute con sei ore di chiacchiere, con dichiarazioni di voto servite solo a rallentare i lavori e a esasperare i toni», ha affermato, aggiungendo: «Per i capricci di qualcuno era pensabile allungare i tempi fino a rischiare l’esercizio provvisorio?».

Galvagno ha poi criticato le dichiarazioni notturne, definendole prive di senso, e ha respinto le accuse di limitazione del dibattito arrivate da parte dell’opposizione. «Ho sentito parlare di “bavaglio”, ed è incredibile – ha detto – soprattutto perché in conferenza dei capigruppo era stato deciso all’unanimità, con l’assenso anche del capogruppo del M5s, che dopo le 20 di sabato non si sarebbero più potute fare dichiarazioni di voto».

Nel corso dell’incontro, il presidente dell’Ars si è soffermato anche sul tema del rimpasto di governo, definendolo un passaggio naturale. «Dopo tre anni e qualche mese un rimpasto è fisiologico – ha dichiarato – e può essere strategico in vista dei quasi due anni che ci separano dalle prossime elezioni».

Una riflessione che, secondo Galvagno, non deve essere letta in chiave negativa: «Fare una valutazione su un rimpasto credo sia cosa buona e giusta, non ci vedo nulla di male».