Forza Italia segnala un possibile riassetto degli equilibri nel centrodestra e nel campo moderato. Il portavoce azzurro Raffaele Nevi chiarisce che la scelta del candidato premier «dipenderà dalla legge elettorale» e ribadisce la linea storica della coalizione: «il partito più votato indica il capo del governo». Un messaggio che riconosce l’attuale leadership di Fratelli d’Italia, ma tutela al tempo stesso il peso politico di FI.
Il passaggio politicamente più rilevante riguarda però l’apertura verso l’esterno. Forza Italia si dice «aperta al 100% ad aggregare chi condivide i nostri valori», citando esplicitamente Azione come possibile interlocutore «se ci fossero le condizioni». Un segnale che rilancia il progetto di un’area moderata, europeista e atlantista, più ampia e organizzata.
Lo sfondo è il cantiere della nuova legge elettorale e della riforma del premierato: ipotesi di proporzionale con soglia al 3%, premio di maggioranza e discussione sull’eventuale indicazione del premier in scheda. FI mantiene una linea prudente, favorevole alla premialità delle coalizioni ma contraria a vincoli anticipati sui nomi.
Dal lato di Azione, Carlo Calenda continua a rivendicare l’autonomia del suo partito, definito «alternativo alla destra e alla sinistra», pur riconoscendo punti di contatto con Forza Italia su politica estera, agenda economica e cultura di governo. Un dialogo che resta informale, ma che alimenta l’attenzione nel centrosinistra, dove il tema del voto centrista e produttivo è considerato decisivo.
L’apertura azzurra non è solo tattica: è il segnale che il centro politico è tornato contendibile, e che la partita su regole del voto, alleanze e leadership potrebbe ridisegnare gli equilibri prima della fine della legislatura.








