Dopo il provvedimento di scioglimento per infiltrazioni mafiose del Comune di Paternò, intervengono il segretario provinciale del Partito Democratico di Catania, Giuseppe Pappalardo, e il membro della segreteria provinciale Giancarlo Ciatto, che esprimono una valutazione fortemente critica sulla gestione amministrativa dell’ultimo periodo e sulle responsabilità politiche connesse all’attuale situazione.
Secondo i dirigenti del Pd, l’esito della procedura – descritto come ciò che “non avremmo mai voluto” – rappresenta per la città una “onta dello scioglimento per mafia”, aggravata, a loro giudizio, dallo “sconsiderato atteggiamento” del sindaco Nino Naso. Pappalardo e Ciatto sostengono che il primo cittadino, “inseguendo il suo ego ipertrofico”, avrebbe di fatto bloccato l’attività amministrativa per oltre un anno, non rassegnando le dimissioni neppure dopo la notizia dell’indagine per presunto scambio politico-mafioso.
I rappresentanti del Pd ritengono che tali dimissioni avrebbero potuto “liberare la città da un’accusa infamante” e consentire ai cittadini di tornare al voto già nel maggio 2025, evitando così l’attuale quadro istituzionale. Adesso, invece, il Comune dovrà affrontare due anni di commissariamento, periodo che secondo Pappalardo e Ciatto impedirà un immediato rinnovamento dell’assetto politico, sociale e amministrativo della città.
Nel loro intervento, i dirigenti democratici individuano responsabilità anche tra assessori e consiglieri comunali, accusati di avere sostenuto l’amministrazione fino all’ultimo. Su di loro, affermano, “grava il peso di questo terribile errore”.
Pappalardo e Ciatto domandano cosa sia stato fatto, inoltre, “per difendere le istituzioni della città”, e perché non sia stata promossa o votata una mozione di sfiducia che avrebbe potuto porre fine anticipata alla consiliatura.
I due dirigenti definiscono dunque “macigno morale e politico” la responsabilità attribuita al sindaco per non avere liberato Paternò dalla sua “ingombrante figura”. L’immagine finale descritta dai responsabili provinciali del Pd è quella di una città segnata da “macerie”, abbandono e degrado.
Pappalardo e Ciatto concludono affermando che il Partito Democratico rimarrà una “sentinella” sul territorio e lavorerà per chiamare a raccolta “le donne e gli uomini di buona volontà” al fine di costruire un’alternativa forte, trasparente e orientata alla rinascita della comunità.






