Sicilia. Nomine dei sottogoverni, c’è il via libera. Ecco tutti i nomi

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Si avvia alla conclusione il lungo percorso politico e amministrativo che porterà all’insediamento dei nuovi vertici degli enti parco, degli Istituti autonomi case popolari e dei consorzi universitari. Domani la commissione Affari istituzionali dell’Assemblea regionale siciliana è chiamata a esprimere il proprio parere sulle nomine frutto dell’intesa tra i partiti di maggioranza, ultimo passaggio prima della firma dei decreti da parte del presidente della Regione, Renato Schifani.

Le designazioni rappresentano uno dei principali dossier di sottogoverno gestiti dal centrodestra negli ultimi mesi, frutto di trattative complesse e — come da tradizione politica — di una spartizione calibrata secondo criteri di equilibrio tra forze politiche. Tra i nomi scelti figurano amministratori locali, tecnici di area politica, candidati non eletti e perfino figure legate personalmente ad alcuni leader.


ENTI PARCO

I quattro parchi naturali dell’isola sono stati ripartiti in base agli accordi interni alla coalizione. Forza Italia ha ottenuto la guida del Parco dei Nebrodi, Fratelli d’Italia quella del Parco dell’Etna, alla Democrazia Cristiana è andato il Parco delle Madonie, mentre il Movimento per l’Autonomia ha indicato il nome per l’Alcantara.

Alla presidenza del Parco dell’Etna è stato designato Massimiliano Giammusso, sindaco di Gravina e avvocato, vicino al senatore Salvo Pogliese. Per le Madonie, il centrodestra ha scelto Giuseppe Ferrarello, sindaco di Gangi ed esperto amministrativo. Domenico Barbuzza torna invece alla guida dei Nebrodi, incarico già ricoperto tra il 2020 e il 2023, in quota Forza Italia. All’Alcantara è stato nominato Carmelo Calabrò, veterinario ed ex primo cittadino di Graniti.

Le designazioni hanno suscitato forti perplessità da parte di Legambiente Sicilia, che ha ricordato come la normativa regionale imponga che i presidenti siano scelti tra persone «particolarmente distinte nella salvaguardia dell’ambiente» e in possesso di titoli adeguati. L’associazione ha parlato di «centri di sottogoverno» e ha sollecitato criteri più stringenti e trasparenti.


ISTITUTI AUTONOMI CASE POPOLARI

La partita degli Iacp si è tradotta in una distribuzione capillare tra i partiti della maggioranza: tre incarichi a Forza Italia (Palermo, Messina, Enna), due a Fratelli d’Italia (Siracusa e Ragusa), uno ciascuno a Dc (Caltanissetta), Mpa (Trapani), Noi Moderati (Agrigento) e Lega (Acireale).

A Palermo è stato designato l’avvocato Francesco Riggio, già deputato regionale ed ex presidente del Ciapi. A Messina andrà Giuseppe Picciolo, ex parlamentare e primo dei non eletti alle ultime regionali. Ad Acireale la presidenza sarà affidata ad Antonino Garozzo, ex sindaco della città, in quota Lega.

Per Agrigento la scelta è caduta sull’avvocato Pietro Medici, vicino a Noi Moderati. A Caltanissetta sarà nominato Calogero Valenza, già sindaco di Mussomeli e figura storica della Dc. Francesco Occhipinti guiderà l’ente di Enna per Forza Italia, mentre a Ragusa andrà Giovanni Moscato, ex sindaco di Vittoria, assolto in appello da accuse di corruzione elettorale. A Siracusa, Fratelli d’Italia ha indicato Alessia Scorpo, imprenditrice e docente. Infine, per Trapani, il Movimento per l’Autonomia ha scelto Vincenzo Scontrino, già presidente dell’ente tra il 2020 e il 2023.


CONSORZI UNIVERSITARI

Anche i consorzi universitari rientrano nell’intesa tra i partiti di maggioranza. A Ragusa è stato nominato Domenico Arezzo, ex sindaco e figura di riferimento di Fratelli d’Italia. A Noto, alla guida del Consorzio Universitario Mediterraneo Orientale (CU.MO), arriverà Corrado Bonfanti, espressione di Forza Italia.

A Caltanissetta, la presidenza andrà all’ingegnere Gianluca Tumminelli, indicato dalla Lega. Ad Agrigento, infine, torna Antonino “Nenè” Mangiacavallo, ex parlamentare e sottosegretario, oggi vicino alla Dc di Totò Cuffaro.


Con la ratifica della commissione Affari istituzionali e la successiva firma dei decreti del presidente Schifani, i nuovi vertici potranno insediarsi formalmente. Le nomine confermano ancora una volta il peso politico strategico degli enti di sottogoverno in Sicilia, terreno di equilibrio tra partiti e correnti, e oggetto di attenzione crescente da parte della società civile.