Il ritorno di Adriano Celentano sulla Rai resta un rebus. A sollevare la questione è stata Claudia Mori, moglie e manager dell’artista, che con una lettera indirizzata all’amministratore delegato Giampaolo Rossi ha chiesto chiarezza sul futuro di un progetto televisivo già in fase avanzata di lavorazione.
Mori, in un messaggio diffuso attraverso i social del marito e dal titolo eloquente “…il tempo se ne va!”, ricorda un primo incontro avvenuto mesi fa negli uffici del Clan a Milano, alla presenza anche del sottosegretario alla Cultura Gianmarco Mazzi. In quell’occasione, spiega, Rossi avrebbe manifestato interesse, impegnandosi a rivedersi di lì a poco per valutare direttamente il lavoro. Da allora però, sostiene la Mori, nessun riscontro: “Una risposta è necessaria, qualunque essa sia”.
La replica dell’Ad Rai non si è fatta attendere: Rossi definisce il ritorno di Celentano “un sogno” e ribadisce la disponibilità a costruire con lui una serata evento su Rai 1, purché non limitata a materiali d’archivio. Porte aperte anche a Sanremo, dove il Molleggiato ha fatto la sua ultima apparizione televisiva nel 2012, durante l’edizione condotta da Gianni Morandi.
Ma Mori non ci sta e rilancia l’affondo: “Lei non ha ancora visto nulla e già si è preoccupato, rifiutandosi di valutare il lavoro. A volte Adriano spaventa anche me, ma solo dopo aver visto ciò che ha preparato, non prima”. Un riferimento diretto alle polemiche che hanno costellato la carriera televisiva del cantante, dal celebre “Rockpolitik” del 2005 fino agli interventi controversi al Festival.
Celentano, che lo scorso 6 gennaio ha compiuto 87 anni, ha alle spalle un percorso televisivo costellato di successi e tempeste mediatiche. L’ultima esperienza su Mediaset risale al 2019 con la serie animata “Adrian”, progetto ambizioso poi riformulato nella versione varietà “Adrian Live – Questa è la storia…”. In Rai, invece, la sua ultima conduzione porta la data del 26 novembre 2007, con lo show “La situazione di mia sorella non è buona”.
Il nuovo programma, di cui sarebbero già state prodotte quattro puntate, mescolerebbe inediti e materiali d’archivio, musica e monologhi. Non una diretta, ma un format “protetto”, studiato per ridurre il rischio di nuove controversie. Un tentativo, insomma, di riportare il Molleggiato in prima serata senza rinunciare al suo stile irriverente, ma con maggiore controllo.








