Maxi inchiesta su revenge porn, nel mirino gruppi “Mia moglie” e “Phica.eu”

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La Procura di Roma ha avviato un’indagine di ampio respiro sul fenomeno del revenge porn emerso a seguito della scoperta di due piattaforme online, Mia Moglie e Phica.eu, dove venivano diffuse immagini intime di donne senza autorizzazione. Si tratta di una vicenda che, per dimensioni e per possibili implicazioni penali, potrebbe confluire in un’unica maxi inchiesta.

Il gruppo Facebook Mia Moglie avrebbe ospitato per mesi contenuti fotografici pubblicati da uomini che condividevano immagini delle proprie compagne, spesso senza che queste fossero a conoscenza della diffusione. Diverso lo scenario su Phica.eu, dove la varietà dei materiali caricati apre a ipotesi investigative più articolate, con profili che spaziano dalla diffamazione all’estorsione, a seguito di segnalazioni di vittime che avrebbero ricevuto pressioni economiche per la rimozione dei contenuti.

Il coordinamento delle indagini è stato affidato al procuratore aggiunto Giuseppe Cascini, mentre la Polizia Postale è impegnata nell’acquisizione e nell’analisi delle prove digitali. Fonti investigative segnalano che tra le vittime potrebbero esserci anche figure pubbliche, tra cui politiche, influencer e attrici, circostanza che renderebbe ancora più delicato l’intero quadro.

L’inchiesta segna un ulteriore passo avanti nel contrasto ai reati legati all’abuso delle piattaforme digitali e si inserisce nel solco delle recenti iniziative legislative mirate a rafforzare la tutela della dignità e della privacy delle donne.