Il Consiglio di Stato ha stabilito che le elezioni regionali dovranno svolgersi entro il 23 novembre 2025, ma non ci sarà un unico election day: ogni regione avrà la propria data. Si profila dunque un calendario elettorale a più tappe che coinvolgerà sette territori chiave del Paese.
In Calabria si voterà il 5 e 6 ottobre. Il centrosinistra schiera Pasquale Tridico (M5S, ex presidente Inps), sostenuto da M5S, Pd, Italia Viva e Avs, mentre il centrodestra punta su Roberto Occhiuto (FI), dimessosi dopo un’inchiesta giudiziaria.
In Campania il voto dovrebbe tenersi a metà novembre. Vincenzo De Luca non potrà ricandidarsi e nel centrosinistra prende quota il nome di Roberto Fico (M5S), con l’appoggio di Conte, Schlein e lo stesso De Luca. Per il centrodestra è in campo Edmondo Cirielli (FdI), viceministro degli Esteri.
Nelle Marche si voterà il 28 e 29 settembre. Il centrodestra conferma Francesco Acquaroli (FdI), presidente uscente, mentre il centrosinistra candida Matteo Ricci (Pd), europarlamentare ed ex sindaco di Pesaro.
In Puglia, dove il voto è previsto a metà novembre, il centrosinistra punta su Antonio Decaro (Pd), ex sindaco di Bari ed europarlamentare. Nel centrodestra non c’è ancora un candidato ufficiale, ma circolano i nomi di Francesco Paolo Sisto (FI) e Mauro D’Attis.
In Toscana le urne si apriranno il 12 e 13 ottobre. Il presidente uscente Eugenio Giani (Pd) cerca la riconferma con il sostegno di Pd, M5S e Avs, mentre nel centrodestra il nome più forte resta quello di Alessandro Tomasi (FdI), sindaco di Pistoia.
In Veneto si voterà a metà novembre. Dopo tre mandati, Luca Zaia (Lega) non è ricandidabile: il centrosinistra ha scelto Giovanni Manildo (Pd), ex sindaco di Treviso, mentre nel centrodestra è ancora in corso il confronto sul successore.
Infine, in Valle d’Aosta il voto si terrà il 28 e 29 settembre. Regione a statuto speciale, eleggerà solo i consiglieri: sarà poi il nuovo Consiglio a designare il presidente. Due le ipotesi principali: un polo autonomista-moderato guidato dall’Union Valdôtaine oppure una coalizione progressista con Uvp, Alpe e Pd.
Con le urne distribuite nell’arco di due mesi, l’autunno politico si annuncia fitto di appuntamenti e incerto negli esiti, con partiti e coalizioni impegnati a testare le proprie forze in un quadro nazionale in continua evoluzione.







