Pippo Baudo, com’è morto: infezione polmonare e improvviso arresto cardiaco

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Da giorni circolano indiscrezioni sulle cause della morte di Pippo Baudo, ma dalle testimonianze raccolte e dalle fonti mediche emergono dettagli più chiari sugli ultimi mesi del grande conduttore siciliano. Baudo, ricoverato per settimane al Policlinico Campus Bio-Medico di Roma, si è spento in seguito a un arresto cardiaco improvviso, arrivato dopo un periodo di forte debilitazione.

Il suo storico amico e avvocato Giorgio Assumma, in un’intervista al Corriere della Sera, ha raccontato il lento declino dell’artista: «Pippo aveva un indebolimento neurologico alle gambe che lo condizionava molto. Vedeva poco, cercava di nasconderlo, mi riconosceva solo dalla voce. Ogni volta che andavo a trovarlo uscivo con un senso di angoscia». Negli ultimi tempi, Baudo aveva quasi smesso di uscire di casa, fatta eccezione per rare occasioni come il compleanno di Pingitore del Bagaglino.

Colpito da un progressivo calo della vista, non poteva più leggere: una privazione che lo aveva profondamente segnato. A questo si era aggiunta una caduta poco prima delle festività natalizie, con la conseguente frattura a una spalla e un ricovero d’urgenza. Dimesso a gennaio con un tutore, aveva continuato a vivere isolato, confidandosi con Assumma soprattutto al telefono: «Gli raccontavo barzellette, lo sentivo ridere. Ma era sottotono, un po’ depresso. Pippo ha vissuto di applausi e percepiva che il tempo stava scivolando via».

Con l’arrivo dell’estate le condizioni di salute erano peggiorate. Una fonte vicina ai medici ha confermato a Fanpage.it che Baudo fosse ricoverato già da un mese a causa di una grave infezione polmonare, e non di un tumore come era stato ipotizzato. Le cure avevano dato qualche miglioramento, ma a stroncarlo è stato un improvviso collasso cardiaco. Così, in silenzio e lontano dalle luci dei riflettori, si è spento l’ultimo grande mattatore della televisione italiana.