“Comprate questo, è più green”. Ma spesso dietro lo slogan patinato si nasconde l’ennesimo bluff ambientale. Il greenwashing — la pratica di spacciarsi per ecosostenibili senza esserlo davvero — è sempre più diffuso tra le aziende a caccia di clienti attenti all’ambiente. Ma adesso arrivano i primi colpi di freno.
In Italia si registrano due segnali concreti: la sanzione dell’Antitrust alla piattaforma Shein e il monitoraggio della Consob, in collaborazione con l’Università di Trento, sui cosiddetti green bond, titoli obbligazionari emessi per finanziare progetti a impatto ambientale positivo.
Nel mirino dell’Antitrust è finita Infinite Styles Services Co. Ltd, la società che gestisce il sito Shein in Europa, accusata di aver usato messaggi pubblicitari ingannevoli o lacunosi per vendere abbigliamento spacciato per ecologico. Una prassi che — in attesa del pieno recepimento della nuova direttiva UE entro marzo 2026 — comincia a costare cara.
Nel frattempo, l’intelligenza artificiale entra in campo per passare al setaccio le emissioni “verdi”, troppo spesso utilizzate come etichetta di comodo anziché come reale impegno ambientale.








