Laureati, chi trova lavoro? Ingegneri al top, giù le lauree umanistiche

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Dall’ultima indagine Almalaurea sul profilo occupazionale dei laureati italiani emerge una verità che non sorprende nessuno: a lavorare sono soprattutto gli ingegneri, gli informatici e i medici. Il tasso di occupazione, a un anno dalla laurea, ha raggiunto nel 2024 il 78,6%, sia per i titoli triennali che magistrali. Un dato in crescita rispetto all’anno precedente.

Ma il vero exploit riguarda alcune facoltà ben precise:

  • Ingegneria industriale e dell’informazione si piazza in vetta con un 92,6% di occupati;

  • Informatica segue con 91,2%;

  • Medicina chiude il podio con 87,9%.

E gli altri? Male, anzi malissimo per i laureati in Scienze politiche, comunicazione, psicologia, lettere e giurisprudenza, che sembrano destinati più al call center che alla cattedra universitaria.

Tra le lauree triennali, le professioni sanitarie e farmaceutiche resistono bene (81,2%), seguite da giurisprudenza (65,8%) e scienze della formazione (60%).

Retribuzioni mensili buone per chi ha scelto Ingegneria o Informatica, ma attenzione: senza una magistrale, entrare nel mercato resta difficile. Solo il 30,1% degli ingegneri triennali e il 59,5% degli informatici trovano lavoro. Il resto? In fila davanti alle segreterie per iscriversi alla specialistica.