Ispezioni fiscali solo se motivate: la proposta di Forza Italia

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Niente più blitz fiscali senza una motivazione chiara e scritta. Un emendamento del relatore Vito De Palma (Forza Italia) al decreto fiscale, all’esame della Commissione Finanze della Camera, introduce l’obbligo per il personale dell’Agenzia delle Entrate e della Guardia di Finanza di indicare, in modo espresso e adeguato, le ragioni che giustificano l’accesso presso aziende o studi professionali.

L’emendamento arriva in risposta a una sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo che, lo scorso febbraio, ha bacchettato l’Italia per l’inadeguatezza delle garanzie nei controlli fiscali. Secondo i giudici di Strasburgo, le attuali norme espongono i contribuenti a potenziali abusi e violano il diritto alla protezione della vita privata.

Il principio è semplice quanto rivoluzionario: niente motivazioni, niente controlli. In assenza di giustificazioni dettagliate, l’accesso potrà essere impugnato davanti al giudice tributario. Una norma che, se approvata, cambierà radicalmente il quadro operativo delle ispezioni fiscali.

Attenzione però: la nuova disciplina varrà solo per i controlli futuri, ossia quelli effettuati dopo l’entrata in vigore della legge di conversione del decreto fiscale. Per una volta, più che un favore al contribuente, sembra un tardivo (ma necessario) adeguamento ai paletti fissati da Strasburgo.