Durante il question time al Senato, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha ribadito l’impegno dell’Italia a rafforzare la propria postura difensiva nel contesto europeo e atlantico. Interpellata da Carlo Calenda, leader di Azione, la premier ha sottolineato che «libertà ha un prezzo» e che «se fai pagare a un altro la tua sicurezza, non sei tu a decidere pienamente del tuo destino».
L’Italia, ha aggiunto Meloni, raggiungerà nel 2025 il traguardo del 2% del Pil per le spese militari, conformandosi così agli standard della Nato. Questo obiettivo sarà centrato «rilanciando la traiettoria di potenziamento delle nostre capacità di difesa» e includendo nel conteggio anche le spese «in linea con i parametri dell’Alleanza atlantica che altre nazioni già considerano».
Secondo la presidente del Consiglio, si tratta di un passo coerente con la visione strategica condivisa sia in ambito Nato che Ue, e con il programma politico del governo. «Perché senza difesa non c’è sicurezza e senza sicurezza non c’è libertà», ha affermato.
Nel corso della stessa seduta, rispondendo a Matteo Renzi, Meloni ha ribadito il proprio sostegno al ritorno del voto di preferenza: «Confermo di essere favorevole all’introduzione delle preferenze nella legge elettorale». E ha rilanciato il disegno riformatore dell’esecutivo: «Il premierato sta andando avanti, continuo a considerarla la madre di tutte le riforme… La maggioranza è intenzionata a procedere spedita su questa riforma esattamente come sulla riforma della giustizia».






