“I dati internazionali e quelli raccolti dalla nostra linea d’ascolto ci mettono di fronte a un’evidenza schiacciante: gli abusi e le violenze digitali sui minori sono in costante aumento”. Così Ernesto Caffo, presidente di Telefono Azzurro, è intervenuto nella Giornata contro la Pedofilia e la Pedopornografia, chiedendo maggiori investimenti per rendere più sicuri gli spazi digitali frequentati dai giovani.
Un appello raccolto anche dalla premier Giorgia Meloni, che in un messaggio ha definito la lotta contro pedofilia e pedopornografia “una battaglia di civiltà che intendiamo combattere fino in fondo”.
Il quadro tracciato dai dati è allarmante: secondo un rapporto dell’Unione Europea (ottobre 2024), un bambino su cinque ha subito una qualche forma di violenza sessuale. Anche il Rapporto Annuale 2024 della Internet Watch Foundation (IWF) fotografa una realtà preoccupante.
Nel corso dell’anno, l’IWF ha analizzato 424.047 segnalazioni, di cui 291.273 contenevano materiale di abuso sessuale su minori, con un incremento del 6% rispetto al 2023. Il dato più inquietante è che il 91% dei contenuti è stato generato direttamente dai minori, spesso manipolati o costretti.
In forte crescita anche le vittime adolescenti: i contenuti che coinvolgono ragazzi tra i 14 e i 17 anni sono aumentati del 35% tra i maschi e del 67% tra le femmine, confermando la crescente esposizione ai rischi del web per questa fascia d’età.






