Barbara D’Urso riparte con un nuovo “Pomeriggio Cinque”

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Il «caffeuccio» s’è raffreddato e non viene più servito. Il nuovo corso di Pomeriggio Cinque è iniziato con un netto cambiamento di rotta, di linguaggi, di approccio. Senza più caffettiere né superflue leziosità. Al suo ritorno stagionale nel daytime di Canale5, e dopo il giro di vite imposto da Mediaset, Barbara D’Urso ha rivoluzionato il proprio programma, rimanendo ancorata alla stretta attualità, ai “fatti”. Nuova grafica (quasi da telegiornale), nuova sigla, diversa durata, via il gossip e gli opinionisti un po’ naif.

Sono emozionata come Carmelita all’età di 18 anni“, ha affermato la padrona di casa, aprendo la stagione in uno studio rinnovato, circondata dai vidiwall con gli inviati collegati dai luoghi dell’attualità. L’inizio in medias res ha portato la conduttrice ad occuparsi subito delle principali notizie del momento, che peraltro le offrivano pure particolari assist di approfondimento. Dopo essersi collegata con una famiglia interessata dal rogo nel grattacielo di Milano, Barbara ha parlato della sparatoria avvenuta in chiesa ad Acireale e poi del caso del Gratta e vinci “rubato” a Napoli.

Il tutto, con un approccio quasi asciutto, molto più legato alle notizie, privo di toni sensazionalistici sia nei servizi, sia nei resoconti degli inviati. Intervistando la famiglia milanese vittima del terribile incendio, la conduttrice si è anche offerta come tramite per un eventuale appello da parte dei suoi interlocutori. “La nostra trasmissione serve anche a questo…“, ha sottolineato. In questo primo segmento, il programma ha lasciato spazio ad un serrato racconto dettato dalle news.

Ma il cambiamento più grande lo si è visto con la seconda parte, quando il “nuovo” Pomeriggio Cinque si è aperto al dibattito. Ma sorpresa: in studio, accomodati dietro a delle scrivanie (“come nella tv americana“, ha sottolineato la conduttrice!), non c’erano più prezzemolini e volti senza nè arte nè parte, ma “analisti”, chiamati a dire la loro sull’attualità. Peraltro, la stessa scelta di introdurre un tavolo, per commentare i diversi fatti del giorno, ha ricordato il modello adottato da La Vita in diretta di Alberto Matano (che pure nella prima parte ha un piglio più serrato dettato dai collegamenti). Tra gli altri, hanno preso parte al dibattito Maurizio Belpietro, Michele Cucuzza, Hoara Borselli, Simona Branchetti (direttamente da Morning News) e Rita Dalla Chiesa in collegamento. Durante il confronto, appena gli animi si sono accesi per il fisiologico scontro delle opinioni, Barbara D’Urso è intervenuta a placarli: “Non accavallatevi, per favore. Vi prego, fatemi condurre“. Di colpo, sono apparsi lontanissimi i tempi in cui capitava che tra ospiti volassero stracci e schiamazzi.

In questo rinnovato contesto, anche un’involontaria gaffe della presentatrice (l’obbligo vaccinale è diventato per sbaglio “vaginale”) è stata archiviata con un sorriso quasi imbarazzato. E nulla più. Un clima quasi straniante – ma emblematico allo stesso tempo – per lo spettatore, abituato ad uno stile più divisivo e a temi decisamente più leggeri. Solo nel finale, la conduttrice ha apposto la propria firma al programma, ricordando al pubblico che “il mio cuore è vostro“. Tutto sommato, un innocuo e rassicurante amarcord. Davidemaggio.it

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