Paternò, i candidati pensino ai più deboli

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La Collina Storica di Paternò, simbolo della città.

La Collina Storica di Paternò, simbolo della città.

di Andrea Di Bella

I giochi sono quasi fatti. Le compagini stanno assestando il tiro. Quel che è certo è che sarà una campagna elettorale fortissima, come non se ne vedono da molto tempo. Complice un sentimento di antipolitica dilagante che esonda ovunque. E colpa soprattutto di una politica sempre più inadeguata e incapace a far fronte alle esigenze degli ultimi. Tutti i candidati, di chiunque si tratti a prescindere dalle indiscrezioni e dagli schieramenti, dovranno impegnarsi sodo per far fronte al disgusto sempre più diffuso che i cittadini provano nei confronti della classe dirigente attuale. Inutile sbandierare ancora l’ormai più che inflazionato “cambiamento” o il più recentemente scoperto “nuovismo”, se poi i metodi restano gli stessi di sempre. Sarà necessario mettersi una mano sulla coscienza ed iniziare da capo, come tra due amanti che si rincontrano dopo essersi traditi: c’è da recuperare la fiducia presso gli ultimi, gli emarginati, i meno abbienti che sono in numero sempre maggiore.

I programmi dovranno necessariamente essere risicati e svuotati di quelle promesse altisonanti a cui ci hanno abituati i politici di mestiere. Dobbiamo imparare tutti, addetti ai lavori e semplici cittadini, a sapere interpretare adeguatamente i punti di vista, ad essere critici sia pure tra le mille difficoltà cui ci espone la vita ogni giorno. Esiste anche la politica ed esistono le amministrazioni, e se non vogliamo restare succubi delle istituzioni dobbiamo imparare a sviscerarle dal di dentro, a pretendere informazione, a confrontare idee e proposte per poi infine scegliere la migliore, rappresentata dal leader ritenuto migliore.

Bisogna ripartire dagli ultimi, dai disabili, dai servizi sociali, perché una comunità che non serve chi ha più bisogno ha perso la sua missione primaria, che è la sussidiarietà e l’assistenza. E’ dei bisogni di questi ceti meno rappresentati che bisogna farsi carico, di cui bisogna iniziare a fare propri interessi e volontà, senza ovviamente lasciare indietro il ceto medio ed anche la classe imprenditoriale che deve tornare ad essere attratta dal nostro territorio. Non fatevi ammaliare da promesse roboanti che illudono. Restiamo tutti coi piedi per terra: il Natale ci incoraggi e faccia da stimolo per imparare adeguatamente cosa significa confrontarsi con gli umili e con chi ha più bisogno.

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