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Paternò, l’intervento di Lombardo è la sconfitta dell’attuale classe dirigente

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di Andrea Di Bella

Le elezioni Amministrative paternesi si avvicinano e la campagna elettorale sta per avviarsi. L’attuale sindaco Mauro Mangano è oggettivamente in difficoltà, dopo quasi cinque anni di totale vuoto amministrativo ormai riconosciuto (rigorosamente in privato) perfino da quel che resta dei suoi stessi sostenitori politici, dentro e fuori dal Consiglio Comunale. Per fare fronte alla totale sfiducia nei confronti dello stesso Mangano, che per forza di cose sarà chiamato a ripresentarsi al corpo elettorale a meno che non voglia platealmente ammettere il fallimento, in questi giorni è sceso nuovamente in campo un ex d’eccezione della politica paternese. L’ex deputato Nino Lombardo, leader della Democrazia Cristiana si pone come motore di una ritrovata alleanza del centrosinistra. E già questo è un tutto dire: un democristiano ultra pensionato, sia pure brillante e dalle vigorose risorse intellettuali, scende in soccorso dell’attuale sindaco. Lo fa proponendo – ed ottenendo – di fare sottoscrivere ai consiglieri comunali fedeli a Mangano un documento politico che valga come base politica di un ritrovato accordo in vista della nuova competizione elettorale del prossimo maggio. Cosa sia contenuto in tale documento non è ancora dato saperlo, ma i firmatari li conosciamo. Si tratta di nove consiglieri comunali, vale a dire Sergio Signorello (eletto nel 2012 con il Pd, poi passato in opposizione, poi rientrato in maggioranza), Nino Calabrò (Pd, vicepresidente del Consiglio Comunale), Lorenzo Arcoria (Cittadini in Comune), Turi Campisano (Pd), Sergio Di Benedetto (Pd), Antonio Arena (Cittadini in Comune), Salvo Comis (eletto all’opposizione, passato in maggioranza), Giovanni Parisi (Cittadini in Comune) e Lucio Cunsolo (Pd). Nino Lombardo ha dichiarato che “la svolta può essere ancora possibile”, e ci vuole coraggio. Mangano dal canto suo ha commentato dicendosi “contento dell’azione dei consiglieri” e che l’iniziativa di Lombardo è stata “intelligente”, in risposta “a chi vuole fare della polemica l’unico tema della prossima campagna elettorale”.

Lo scorso 20 luglio intervistai personalmente l’ex onorevole Nino Lombardo ottenendo un lungo e appassionato dialogo. Già questa estate Lombardo mi confessò la sua “stima e simpatia verso il sindaco attuale”, ed in privato mi confidò che ritiene Mangano uomo dalle qualità culturali ed intellettuali imparagonabili ai suoi competitori, salvo poi dirmi che “non so perché il sindaco Mangano non si sia esposto sulla vicenda legata alla chiusura dell’ospedale”, riservandosi anche critiche.

Ad ogni modo, se da un certo punto di vista il ritorno nel campo della politica attiva di un cavallo di razza come Lombardo può essere inteso come un fatto interessante e di forte attrattiva, da un altro punto di vista (il mio e di molti altri) il rientro in scena di un ex deputato novantenne a fare da maestro di una orchestra stonata appare visibilmente come una enorme sconfitta. Prima di ogni cosa perchè l’intervento esterno di un ex politico, sia pure di prestigio, non fa altro che sottolineare la totale inadeguatezza di questa classe dirigente: inadeguati a tal punto da essere maturata la necessità di un intervento dal di fuori. Mauro Mangano ricorre ancora una volta ad un supporto extrapolitico perchè sa benissimo di non potere competere da solo alla fortissima opposizione sociale e politica che via via si organizza nella città. Il documento politico sottoposto ai nove consiglieri comunali, che è stato sottoscritto, appare come la firma ad un foglio che accerta la resa morale, oltre che politica. Ed in più, il fatto che soltanto nove consiglieri abbiano approvato il documento certifica che il sindaco non possiede più una maggioranza consiliare: tra ingressi ed uscite come se fosse una giostra, in cinque anni Mangano ha perso per strada qualcosa come nove consiglieri: una maggioranza al contrario. E’ per questo che in soccorso dell’Amministrazione alcuni consiglieri comunali teoricamente afferenti all’area del centrodestra si sono posti come “oppositori moderati” o anche “responsabili” (dicono loro).

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