Paternò, iniziamo a spendere i 18mila euro del finanziamento ai Cantastorie

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Un momento dell'incontro di ieri all'ex Ospedale di Paternò, oggi Palazzo delle Arti

Un momento dell’incontro di ieri all’ex Ospedale di Paternò, oggi Palazzo delle Arti

di Andrea Di Bella

E’ bene tenere l’attenzione sempre viva su un tema che ci è sempre stato a cuore, fin dall’inizio. Ed è quello relativo ai cantastorie paternesi e al business culturale creato tutto intorno. Un business che non ha peraltro trovato nemmeno l’adesione della famiglia paternese dei cantastorie più conosciuta in Sicilia, cioè la famiglia Busacca, che ha nei giorni scorsi finalmente ottenuto di riavere indietro il proprio materiale che aveva offerto gratuitamente alla cosiddetta “Casa dei Cantastorie” di Via Monastero a Paternò. Nel momento in cui è sussistito il fine di lucro, ecco che la storica famiglia Busacca si è tirata indietro ed ha preferito prendere le distanze dalle attività mirate al guadagno economico organizzate dal gruppo di “Casa dei Cantastorie”. Nessun segreto ormai sui 18mila euro chiesti all’amministrazione comunale paternese ed ottenuti da alcuni soggetti, lasciatisi rappresentare dall’attore paternese Giovanni Calcagno (che guadagnerà 6mila euro netti), che hanno dato il via a Paternò proprio ieri al progetto “Il Posto dei racconti, i laboratori di musica e teatro coordinati da Mimmo Cuticchio con l’apertura il 10 aprile presso il Palazzo della Arti a Paternò con il convegno “Dai cantori medievali al teatro”, primo momento dell’iniziativa che si snoderà da aprile fino a ottobre prossimi.

All’incontro di ieri hanno partecipato, tra gli altri, il sindaco di Paternò Mauro Mangano e lo stesso attore Giovanni Calcagno che hanno aperto i lavori. A seguire gli interventi, coordinati da Muriel Travaillard, docente di Francese presso il dipartimento di Scienze politiche e sociali dell’Università di Catania, Mimmo Cuticchio ha parlato dell’’Opera dei Pupi – Una tradizione in viaggio”; Stefania Rimini, docente di storia del teatro e dello spettacolo dipartimento di scienze Umanistiche Università di Catania “Raccontami una storia… Epica, memoria e narrazione nella scena contemporanea”; Gioacchino Palumbo, regista, docente teatrale e cineasta, “Le radici del teatro e la trasmissione delle tecniche drammatiche”; Giuseppe Severini – liutaio ed esperto in storia medievale “Le arti dello spettacolo tra XII e XV secolo nell’Europa cristiana. Giullari Trovatori Flagellanti. Il progetto è promosso dall’amministrazione comunale di Paternò e nasce da un’idea di attori, musicisti e ricercatori della casa-museo “La casa del cantastorie” a cominciare da Giovanni Calcagno, Eleonora Bordonaro, Salvatore Ragusa, Librante Costa, i quali condurranno i singoli laboratori, e si avvarranno della collaborazione dell’Università di Catania e della ProLoco di Paternò, presieduta da Salvina Sambataro. Sempre ieri è partito anche il primo dei 5 laboratori gratuiti, cioè il laboratorio di “formazione teatrale condotto dall’attore Giovanni Calcagno che si snoderà anche in diversi altri giorni del mese di aprile e maggio prossimi.

L’amministrazione comunale paternese ha investito (come ricordato più volte) 18mila euro per insegnare le tecniche “cuntiste”, cioè del racconto. Tutto questo (si legge nel comunicato stampa): “(…) attraverso un programma di lavoro basato sul training fisico e vocale, sull’improvvisazione e sulla capacità di interpretare lo spazio, ogni spazio, come luogo scenico. I testi che verranno presi a pretesto di lavoro, saranno tratti dall’Orlando Innamorato di Matteo Maria Boiardo, e daranno ai partecipanti la possibilità di attivare, oltre a quella propriamente artistica e attoriale, una ricerca, da condividere, delle fonti storiche e del contesto sociale e antropologico dell’opera”. Oltre all’attore Calcagno, altri cinque sono i soggetti che – secondo il progetto e la delibera di giunta comunale – guadagneranno alcune migliaia di euro da questo progetto. Nello specifico: per la cantante Eleonora Bordonaro, sono stati chiesti e ottenuti 3600 euro. Stessa cosa per Mimmo Cuticchio, 3600 euro. Per Salvatore Ragusa 2400 euro. E 2400 euro anche per il giovane Andrea Coppola, incaricato nel progetto di effettuare “ricerche audiovisive e bibliografiche”.

Come detto e ripetuto più volte, la posizione del nostro giornale sulla vicenda cantastorie è stata chiara ed incontrovertibile fin dal principio. Riteniamo (e come noi molti altri) che questa iniziativa, sia pure nobile e di alto senso culturale, non rappresenti una priorità per la città di Paternò da nessun punto di vista, men che meno dal punto di vista economico. Spendere 18mila euro stanziandoli a favore di un’attività la cui delibera viene firmata un giorno dopo la presentazione al protocollo comunale, addirittura il 31 dicembre, lascia emergere seri dubbi sul fatto che questa iniziativa non rappresenti altro che un accondiscendere alle “richieste amiche” rivolte a questa amministrazione comunale, che puntualmente le esaudisce. Chiedere ai paternesi se avrebbero preferito spendere tale somma destinandola al rilancio economico, piuttosto che al manto stradale o altra utilità realmente pubblica per la città, lascerebbe intendere la misura della sproporzione prioritaria di tale investimento che – permettetemi – al netto nulla produrrà di realmente positivo per la città se non l’aver accontentato qualche amico. Come ho avuto già modo di dire a Giovanni Calcagno in una recente e cordiale telefonata, le critiche non giungono a chi chiede – legittimamente – finanziamento alle proprie idee ed iniziative. Le critiche sono indirizzate a chi ritiene che il denaro pubblico possa essere utilizzato in questo modo, stabilendo false priorità per una città che le priorità le ha ben visibili. Il resto lo dicano i cittadini lettori.

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