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Paternò, Santa Barbara e i gufi

Un fermo immagine dell'accensione delle nuove e imponenti luminarie in Piazza Indipendenza a Paternò allestite in occasione dei festeggiamenti in onore di Santa Barbara, Patrona di Paternò. (Foto: Antonino Carobene)

Un fermo immagine dell’accensione delle nuove e imponenti luminarie in Piazza Indipendenza a Paternò allestite in occasione dei festeggiamenti in onore di Santa Barbara, Patrona di Paternò. (Foto: Antonino Carobene)

di Andrea Di Bella

Li ha definiti così il sindaco di Paternò Nino Naso: gufi. Perchè è esattamente di gufi che si tratta, vale a dire sparuri e numericamente insignificanti donne e uomini per la totalità appartenenti alla cosiddetta opposizione, pronti a sparare a zero sulla “nuova Santa Barbara”. Paternò si accinge ai suoi più attesi festeggiamenti, quelli in onore della sua Santa Patrona. Lo fa con l’attenta supervisione di una nuova Amministrazione e con un nuovo Consiglio Comunale, che ha appena approvato il bilancio di previsione del 2017 in larghissima parte costituito da un’impalcatura economica e finanziaria tracciata dal’ex sindaco Mangano. Una festa che torna ad essere dopo anni il centro di tutto, il centro dell’attenzione mediatica ma anche dell’attenzione civile, degli imprenditori, delle realtà produttive. Forte attenzione hanno calamitato le nuove e spettacolari luminarie in Piazza Indipendenza, che abbracciano la piazza centrale e la guardano da una posizione di enorme favore. Un progetto artistico imponente, anche sonoro, che accompagna i festeggiamenti tradizionali. Una novità, ed è questo a spaventare tutti. Perchè se una novità può cambiare completamente la percezione che si ha di un evento, fatto assai prevedibile, immaginiamo cosa potrà accadere nell’immaginario collettivo al termine di questi festeggiamenti: arricchiti, adeguatamente pubblicizzati e quindi enormemente percepiti da tutti.

Il sindaco di Paternò Nino Naso intervistato da Salvo Spampinato al termine della presentazione delle nuove luminarie di giorno 1 dicembre. (Foto: Antonino Carobene)

Il sindaco di Paternò Nino Naso intervistato da Salvo Spampinato al termine della presentazione delle nuove luminarie di giorno 1 dicembre. (Foto: Antonino Carobene)

Questa Amministrazione, ed è un fatto innegabile, riuscirà certamente nell’intento di risultare più apprezzata della precedente già da questo modo di approcciare alle cose: capacità manageriale, dinamicità e presenza costante in ogni ambito e contesto che serva. Il risultato è quello che si vede. E se qualcuno avrà da dire sul gusto, sulla pacchianeria di alcune scelte, ci si consolerà con gli episodi che in analoghi contesti hanno caratterizzato le comunità a noi vicine: nelle vicine Biancavilla ed Adrano, ad esempio, in occasione dei festeggiamenti di San Placido e di San Nicolò Politi le Amministrazioni non hanno solo sentito la necessità di abbellire la città con delle spettacolari luminarie (proprio come a Paternò), ma hanno invitato ad esibirsi cantanti di fama nazionale sul palco principale della città. Dei concerti, insomma, per festeggiare un santo, cosa che a Paternò invece non accade pur non essendo un fatto da considerato esagerato. Piuttosto un modo come un altro per approfittare della festività religiosa aprendola alla città e facendo respirare i cittadini godendone direttamente con divertimento, momenti di svago e di aggregazione da una parte, e con un’attrattiva produttiva per le attività commerciali che in alcuni casi decidono anche di prolungare l’orario di lavoro. Ovviamente senza tralasciare mai la spiritualità e la devozione. Questo per non citare occasioni ancor più eclatanti al Centro o al Nord del Paese, in un’Italia sempre più viva e ricca di tradizioni anche festivaliere che accompagnano i festeggiamenti in onore dei Patroni delle rispettive comunità, dalla più piccola alla più importante, vedasi Milano con il suo Sant’Ambrogio. Parliamo del nulla, quindi, essendo tutto ridotto alla sterile e a tratti vile opposizione ad una Amministrazione nuova che bene o male sta funzionando, garantisce i servizi, mette mano ai conti secondo le possibilità del momento, garantisce la presenza nel territorio, manifesta interesse verso una ritrovata vivacità cittadina e programma per tempo. Ma ai gufi questo evidentemente disturba non poco. Fa nulla. Viva Santa Barbara.

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