Turchia in Europa? No, grazie

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Tayyp Erdogan, presidente turco

Tayyp Erdogan, presidente turco

di Paola Rosselli

La pantomima del Colpo di Stato in Turchia ci ha messo tutti davanti ad una questione sopita: l’ingresso della Turchia nell’Unione Europea. Ad una settimana di distanza dal fatto, l’unico cambiamento del tentato golpe è una vera e propria demolizione dello stato di diritto. Erdogan ha pensato bene di tuffarsi a pesce nella situazione, per disfarsi di gente scomoda e instaurare un vero e proprio stato di terrore. Eravamo rimasti alla notte di una settimana fa, quando ancora sconvolti dai fatti di Nizza venivamo catapultati nella notte turca, con notizie frammentarie di un Tayyp Erdogan in fuga verso capitali europee e il controllo dell’esercito dei palazzi del potere. Ma ci risvegliavamo con un presidente turco in rientro verso il suo Paese più forte che mai, e l’esercito in fuga. Cosa non ha funzionato nel tentato golpe turco? La sfortuna, una serie di grossolani errori dei golpisti e un forte ascendente di Erdogan nella popolazione. Ed intanto Angela Merkel ha già fatto sapere che l’Europa deve “interrompere immediatamente i negoziati con la Turchia” relativamente il suo ingresso nella Ue. Ne ha detta una buona.

Forse è mancato un leader che organizzasse l’esercito e pianificasse l’eliminazione del presidente, che risulta elemento fondamentale per il successo di un golpe. Fatto sta che Erdogan incoraggiato da questa specie di resistenza organizzata per le strade, è tornato in Patria da reggente. Cosa lascia dietro di sè? Epurazioni, arresti, sommosse, ricambio di tutti i vertici civili e militari e cancellazione delle libertà individuali. L’istituzione di un vero e proprio stato islamico. Non dimenticherà facilmente il nuovo dittatore europeo e nemmeno noi: Turchia in Europa? No, Grazie.